È un titolo che rappresenta una parte del capitale di una società per azioni. Comprandola si acquista una frazione dell’impresa e si diventa azionisti: comproprietari, nel linguaggio comune.
La definizione, in parole semplici
Spiegare un’azione in modo semplice parte da qui: un’impresa si divide in molte parti uguali, e ogni parte è un’azione. Queste parti si possono comprare e vendere. Chi acquista un’azione apporta capitale all’impresa e riceve in cambio una serie di diritti che, in Italia, sono disciplinati dal Codice civile (artt. 2346 e seguenti).
La definizione formale dice che un’azione è una parte aliquota del capitale sociale di una società per azioni. Il capitale sociale è la cifra che la società dichiara come base patrimoniale nel proprio statuto. Più azioni esistono, più piccola è la porzione che ciascuna rappresenta. Nel mercato italiano, inoltre, le azioni delle società quotate non sono titoli cartacei: sono annotazioni in conto registrate presso Monte Titoli, la società che gestisce i sistemi di regolamento e custodia.
Essere comproprietari: che cosa comporta in pratica?
Chi possiede un’azione partecipa giuridicamente alla sostanza dell’impresa. Significa accompagnarla nei suoi alti e bassi economici. La società, da parte sua, ottiene capitale con cui investire, fare ricerca o crescere. È l’idea di fondo dell’azione fin dalle origini, e vale allo stesso modo per una multinazionale quotata sul FTSE MIB come Enel e per un’impresa più piccola che debutta in Borsa Italiana.
Quali diritti ha un azionista?
Un’azione non dà solo partecipazione economica: dà anche voce. I diritti più rilevanti sono:
- Diritto di voto: nell’assemblea degli azionisti si votano le decisioni importanti della società.
- Diritto al dividendo: se l’impresa distribuisce utili, ti spetta la tua parte.
- Diritto di opzione: in molti aumenti di capitale gli azionisti hanno la precedenza nell’acquisto delle nuove azioni.
- Diritto di informazione: puoi porre domande e chiedere dati sui punti all’ordine del giorno dell’assemblea.
- Quota di liquidazione: se la società si scioglie, ricevi una parte del patrimonio residuo, ma solo dopo che sono stati pagati i creditori.
Chi possiede un’azione è comproprietario, non creditore. È questa la differenza essenziale con un’obbligazione: con l’obbligazione presti denaro e ricevi interessi; con l’azione possiedi un pezzo dell’impresa.
Come si forma la quotazione?
Il prezzo di un’azione —la sua quotazione— si forma sul mercato. Qui si incrociano domanda e offerta: se c’è più gente che vuole comprare rispetto a chi vuole vendere, la quotazione sale; se accade il contrario, scende. Quel movimento non è una valutazione definitiva dell’impresa intera, ma il prezzo di mercato di ogni singola unità in un dato momento. Pensiamo a un titolo molto seguito del FTSE MIB, come Telecom Italia: ogni notizia rilevante muove quell’equilibrio e, con esso, il prezzo.
Il valore complessivo delle azioni —quotazione moltiplicata per il numero di azioni— si chiama capitalizzazione di borsa. Dà un’idea della dimensione dell’impresa secondo il mercato, ma non dice nulla sul suo «vero» valore intrinseco.
Quotazione, valore e probabilità
La quotazione oscilla di continuo: la muovono le notizie, i risultati, le decisioni sui tassi di interesse o il semplice umore di mercato. A chi muove i primi passi conviene un’idea serena: le azioni non sono un conto di risparmio. Il loro valore può salire e scendere, e non avvisa prima.
Malintesi frequenti
Intorno all’azione sopravvivono diversi luoghi comuni che rendono difficile capirla. I più diffusi:
- «Un’azione è una scommessa.» No: è una partecipazione a un’impresa. L’uso che ne fai può essere speculativo, ma lo strumento in sé è proprietà.
- «Le azioni rendono sempre.» Niente di più falso. Le quotazioni scendono, le imprese chiudono in perdita e i dividendi possono essere sospesi.
- «Un’azione cara è una buona impresa.» Il prezzo dice soltanto quanto costa ogni unità. Che l’impresa sia solida è un’altra questione.
- «Sono proprietario di una parte dei prodotti.» Sei proprietario di una parte della società, non di merci né di edifici specifici.
A chi serve tutto questo?
Capire che cos’è un’azione è il primo passo per chiunque si avvicini al risparmio, alla pensione o al finanziamento delle imprese. Anche chi non comprerà mai un’azione incontrerà questo termine: nelle notizie economiche, nei piani di retribuzione in azioni della propria azienda o seguendo un’OPA su una società italiana.
Principianti
Mettere a fuoco con calma i concetti di partecipazione, capitale sociale e dividendo prima di proseguire nella lettura.
Lavoratori dipendenti
Capire i piani azionari per i dipendenti o i fondi pensione: molti si basano sull’investimento azionario.
Chi legge le notizie
Seguire l’informazione di borsa sapendo di che cosa si parla in ogni momento.
Chi ha ragionato con calma sul concetto di azione ha già guadagnato molto terreno: i termini successivi si appoggiano a esso. Il passo logico è capire come funziona il vocabolario quotidiano del mercato; a questo serve l’articolo sui termini essenziali per principianti.